Riforma Pensioni

Riforma Pensioni: Raggiunto l’accordo governo sindacati su

APE, e interventi su pensioni minime, cumulo contributi e lavori usuranti saranno inseriti nella Legge di Bilancio
APE (sperimentale per due anni): anticipo pensionistico per ritirarsi su base volontaria a 63 anni (invece che a 66 anni e 7 mesi). Il lavoratore riceve dall’INPS un prestito, da restituire in 20 anni quando si matura la pensione. Il trattamento è finanziato dalla banca (scelta del lavoratore), con cui è obbligatorio stipulare un’assicurazione (anche la compagnia si può scegliere) contro il rischio di morte prima della restituzione (premorienza), così da tutelare anche gli eredi. Tendenzialmente, la restituzione peserà sulla pensione per circa il 5% annuo. L’APE sarà a carico dello Stato (APE sociale) per lavoratori in difficoltà (disoccupazione, lavori usuranti, problemi di salute, familiari disabili) o del datore di lavoro nel caso di ristrutturazione aziendale.
Lavoratori precoci: pensione con 41 anni di contributi per chi ha almeno 12 mesi di contributi versati prima del compimento del 19esimo anno di età e svolge attività particolarmente gravose (da definire in sede di negoziato), niente più penalità per chi si ritira prima dei 62 anni.
Lavori usuranti: anticipo di 12 o 18 mesi sull’attuale età pensionabile (si eliminano le finestre mobili) per chi ha svolto lavori usuranti per almeno 7 anni negli ultimi 10 di vita lavorativa, oppure per la metà degli anni dell’intera vita lavorativa. Niente adeguamento alle aspettative di vita dal 2019 (per gli altri lavoratori ci sarà invece il nuovo scatto INPS) e semplificazioni burocratiche.

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